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Patto di Collaborazione tra Comune e cittadini per la gestione degli orti

Patto di Collaborazione tra Comune e cittadini per la gestione degli orti

Patto di Collaborazione tra Comune e cittadini per la gestione degli orti

Il Comune di Ostuni ha prodotto il 24 novembre 2017 la delibera esecutiva per la gestione degli orti urbani, mettendo nero su bianco le ambizioni, le regole del gioco e le necessità tecniche.

Accogliamo certamente con interesse la delibera esecutiva che il Comune di Ostuni ha pubblicato il 24 novembre 2017 riguardo all’assegnazione effettiva degli orti urbani. Già nel dicembre 2016 il Comune stesso aveva pubblicato la lista dei soggetti pubblici, privati ed aziendali che avevano inoltrato la manifestazione d’interesse a gestire un appezzamento, e che avevano soddisfatto i requisiti per l’assegnazione.

Con la delibera esecutiva del 24 novembre 2017 il Comune ha spiegato nel dettaglio il tipo di attività che verranno organizzate oltre alla produzione di ortaggi. Aspetto molto positivo è quello legato al metodo biologico (c’è da capire come si vorrà certificare tale metodo), alla tutela della biodiversità, alle colture autoctone e al fatto che il Comune si farà carico della formazione degli assegnatari. In allegato alla delibera c’è il Patto di Collaborazione, ovvero il contratto tra il Comune ed il singolo assegnatario, corredato dalle condizioni ed obblighi delle due parti, con un focus sulla cura del bene comune ed il rispetto degli altri assegnatari.

La delibera esecutiva è corredata anche del disciplinare d’uso degli orti urbani, che entra nel merito delle pratiche agronomiche da adottare, le tipologie di colture ammesse, i divieti, il canone, la manutenzione degli spazi, e soprattutto la formazione di un Comitato per la Gestione degli Orti, ovvero un organo elettivo composto da tre assegnatari che vigilerà sulla gestione da parte degli altri assegnatari, e si interfaccerà col Comune per l’osservanza del Patto di Collaborazione e del Disciplinare.

Il nostro parere

L’articolo de Il Nuovo Quotidiano di Puglia riporta anche una breve intervista al nostro Antonio Capriglia, che nel mostrare entusiasmo per questo ulteriore passo avanti nella rimessa in funzione degli orti urbani medievali, sottolinea come condizione necessaria la costruzione di un pozzo artesiano e di un impianto di distribuzione dell’acqua, affinché si possa irrigare gli orti terrazzati, per condurli efficientemente durante tutto l’anno.

Articolo a cura di Sara Macchitella.

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