I nostri orti “I Giardini della Grata”

I nostri orti “I Giardini della Grata”

I Giardini della Grata rientrano nell’area degli Orti Medioevali di Ostuni che, a partire dal Medioevo, si sviluppano a valle del Centro Storico sui resti di un antico villaggio messapico risalente al V-IV secolo a.C. Le prime tracce documentate della loro esistenza risalgono XII-XIII secolo.

Pozzo

Pozzo

Per consentire una migliore fruizione agricola dell’area i resti di capanne e i dislivelli furono coperti e livellati dando origine agli attuali terrazzamenti. Le vecchie tombe messapiche furono ripulite ed adibite a depositi e cisterne per il recupero dell’acqua piovana.

Nel corso degli anni furono scavati pozzi e altre riserve di acqua, gli “Acquari”, che possono contenere fino a 4/5000 q.li di acqua. Furono costruite canalizzazioni in pietra e tufo che rifornivano tali riserve attraverso un articolato sistema di pendenze e vasche di raccolta e di decantazione. Tale sistema, ancora in parte funzionante, serviva anche ad effettuare l’irrigazione a scorrimento durante le piogge. Questa funzione, essenziale per le coltivazioni orticole, è stata assolta per secoli fino agli scorsi anni ‘70, allorquando, con il progressivo abbandono del rione Terra e perduta la capacità di sostegno economico, gli orti furono abbandonati.

Orti 1970, il tempo dell’abbandono

I Giardini della Grata nel 1965 (tratta da Ostuni.tv)

I Giardini della Grata nel 1965 (foto tratta da Ostuni.tv)

Cosicché per decenni, nell’affacciarci dallo “stradone” per ammirare la bellezza panoramica della marina, abbiamo imparato a saltare con lo sguardo la fascia degli orti e a scansare i rifiuti che si accumulavano, sbancamenti e costruzioni che nella zona crescevano senza pudore.
Nel 1993, feriti da tale stato di abbandono, alcuni cittadini elaborarono e proposero al Comune un primo progetto di recupero dell’antica area degli orti.
Ma si dovette attendere il 2011 per arrivare finalmente all’avvio dell’intervento “per la riqualificazione degli orti medioevali di Ostuni” che però a tutt’oggi non ha ancora dato i concreti frutti sperati.

I Giardini della Grata, Bio Solequo Coop

Chiesa di Santa Maria della Grata

Chiesa di Santa Maria della Grata

Un progetto e un impegno: ridare vita agli orti. Nel marzo 2014 la sig.ra Paola Azzaretti, di Roma, acquisito in contrada Madonna della Grata ad Ostuni un terreno di c.a 2 ettari, lo mette a disposizione gratuita della coop Solequo per avviare un progetto di agricoltura biologica.

A tale area si aggiungono, in breve tempo, altri due piccoli appezzamenti adiacenti concessi in comodato da privati, uno dei quali finalmente provvisto del bene più prezioso per l’orticoltura produttiva, il pozzo dell’acqua.
È l’avvio del progetto “I Giardini della Grata” by Solequo.
Pur consapevoli delle difficoltà che la conformazione dell’area e anni di abbandono imporranno alle fasi pratiche della lavorazione, si studia il terreno, si scandagliano i pozzi, si riapre l’ingresso di una grotta di evidenti origini messapiche ripulendo i camminamenti che la circondano, i piloni di raccolta delle acque che arrivano dalla strada ed i canali che le convogliano verso l’acquaro. Sì libera l’acquaro soffocato dagli arbusti.

Ridare vita agli orti.

Si ripulisce la terra dalle sterpaglie, dai rifiuti abbandonati e dalle erbe infestanti che hanno occupato l’area per oltre vent’anni, si dà inizio alla cura di una terra impoverita e degradata e la si trasforma in terra produttiva arricchendola con letame e con preparati biodinamici. Con tecniche biologiche e biodinamiche si attivano, così, le prime produzioni di vecchie varietà orticole che dal luglio 2014 ottengono la certificazione biologica da parte dell’ ICEA (Istituto di Certificazione Etica ed Ambientale).

 

Gli orti riqualificati e produttivi

Gli orti riqualificati e produttivi

Ostuni – Parco delle biodiversità

L’attenzione verso il recupero di antiche varietà, avviata fin dal primo impianto dei Giardini della Grata, porterà nel tempo la Solequo coop ad ipotizzare nell’area ortiva storica di Ostuni l’istituzione di un vero e proprio Parco delle Biodiversità con l’impianto di una serie di campi pilota nei quali avviare la sperimentazione di antiche varietà orticole locali e regionali.
La sperimentazione avrà come obiettivo la verifica della resa produttiva e dei costi di produzione, ai fini di una successiva immissione nel tessuto produttivo (in primis fra le aziende facenti parte del «Parco delle Dune Costiere») e nel mercato alimentare della Regione (in primis nel sistema ricettivo del territorio ostunese.

Attualmente è allo studio un percorso comune con l’ATS «BIODIVERSO», formata dall’Università di Bari, dal CNR di Bari, dalle Università di Foggia e di Lecce e da altri soggetti, impegnata nella catalogazione e nella conservazione di varietà agricole tipiche della biodiversità regionale orientato a costituire, in Ostuni, un «Campo pilota della biodiversità» per sperimentare la coltivazione delle antiche varietà orticole catalogate all’interno del progetto «BiodiverSo», alcune delle quali scomparse dai mercati alimentari.

Ostuni – Allargare l’esperienza “Giardini”

A completare questo impegno sulla ricerca e sulla riproposizione di varietà agrarie appartenenti alla nostra tradizione alimentare, la Solequo ha avviato la sperimentazione di antiche e particolari specie di cereali e legumi, in circa 4 ha di terreno in contrada Mogale messi a disposizione da privati per la realizzazione di un progetto condiviso sull’agricoltura biologica e di qualità.

Abbiamo un altro sito produttivo in Contrada Cervarolo.

 

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